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La Sede

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La Residenza dell’Ambasciatore a Dar es Salaam

La residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Dar es Salaam, al n. 104 di Kenyatta Drive, fu costruita dal 1950 al 1952 da Amirali Yusufali Karimjee, Ministro per l’Industria e il Commercio dell’allora Tanganyika, membro della nota famiglia Karimjee Jivanjee affermatasi nella coltivazione e nell’esportazione del tè e del sisal.
La villa fu progettata dall’Architetto Hastings dell’impresa Bransgrove, con la collaborazione dello stesso Amirali Yusufali, che aveva visitato la Spagna e raccolto numerose fotografie di edifici storici. L’Architetto Arrigoni realizzò il progetto per conto della società edilizia Karimjee-Jivanjee Estates Ltd.
Il complesso trae inspirazione dall’Alhambra di Granata e da una dimora costruita a Siviglia all’epoca di Alfonso XIII. Tali caratteristiche ispano-moresche sono poste in rilievo anche dai materiali impiegati: mattonelle maiolicate importate dall’Andalusia, cancelli e grate in ferro battuto.
La composizione in ceramica collocata nel patio, di fronte allo Stemma delle Repubbliche marinare italiane, riproduce quello dei Reami di Spagna, mentre la loggia del salone è ornata di formelle in legno con versetti del Corano. Situata in una zona residenziale ombreggiata da acacie e baobab, sul breve promontorio che separa l’ampia spiaggia di Oysterbay dalla insenatura di Msimbazi, la costruzione si divide in due ali collegate da una corte quadrangolare, formata da ventitrè colonne in composto di pietra corallina sormontate da capitelli con architravi in legno, ispirati a ville d’epoca romana restaurate in Gran Bretagna.
L’ala nord, con scala rivestita di maioliche andaluse, comprende due piani ed una loggia protetta da un’alta inferriata delicatamente lavorata. Quattro camere da letto costituiscono gli appartamenti padronali. L’ala sud si compone di un ampio salone illuminato da venti lucernari e sei porte finestre, che aprono da un lato sul patio interno, dall’altro sulla terrazza del parco. Questa parte dell’edificio venne ampliata nel 1986 dalla System Construction s.r.l. di Ameglia, con l’aggiunta di un salotto e di una torretta quadrangolare diagonalmente opposta a quella dell’ala nord, da cui si accede ad una stanza per ospiti con loggia coperta e veduta sul parco. Nello stesso anno l’impresa ha costruito un braccio sud, che ospita la nuova sala da pranzo, ornata di alte specchiere e limitata ad est da cinque porte finestre che aprono sulla terrazza del parco, lievemente sopraelevata rispetto ai giardini. Nel 1992 la medesima ditta ha eretto un lungo muro di cinta sul fianco ovest e costruito due grandi cancelli d’ingresso. Il lato est del patio è delimitato da un portico di accesso al parco.
La facciata ovest è preceduta da un viale che si allarga nel piazzale prospiciente il portone, sormontato da un arco in pietra rosa che immette nell’atrio, rivestito anche esso di ceramiche policrome. Questa parte del giardino è dominata da un albero immenso dal fogliame a cupola che raggiunge trenta metri di diametro e dai possenti tronchi intrecciati in rami robusti. E’ un Ficus religiosa denominato anche Abo o Peepul tree e più comunemente albero di Buddha, trapiantato nel 1952 da un monaco buddista di Ceylon.

Sotto la sua chioma crescono varie piante ornamentali e sul tappeto d’erba una piccola lapide ricorda il piccolo Ferdi, per brevi mesi cane tutelare dei luoghi. Il parco si estende al limite opposto dell’edificio ed è ombreggiato da alti fusti caratteristici della flora africana. Piante ed arbusti formano aiuole fiorite tutto l’anno, dai colori splendidi sul biancore dei muri. Scendendo alcuni gradini si raggiunge la parte orientale, più amena ed ombrosa. Il fianco sud presenta un dislivello maggiore, sul quale sporge una graziosa terrazza con balaustra a colonnine, palco naturale per i complessi musicali che intrattengono gli ospiti nei ricevimenti.
La nuova ala della palazzina termina con un edicola a portico ed una vasca ornata di maioliche a motivi floreali, fra i quali sono raffigurati un leone di Castiglia e la caravella di Colombo.
Fra le personalità invitate nella villa dal primo proprietario, si ricordano il Principe Aly Khan, i Maharajah di Baroda e di Portbandar, il Senatore americano Adlai Stevenson, Louis Amstrong,

Randolph Churchill, il Viscounte Boys, i Governatori generali britannici Edward Twining e Richard Turnbull, il Presidente dell’allora Tanganyika Julius Nyerere e Bernard Grizmek.

Dopo l’acquisto da parte del Demanio italiano nel 1963, la Residenza ha ospitato il Presidente della Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati On.le Giulio Andreotti, il Senatore Giovanni Bersani, i Sottosegretari di Stato per gli Affari Esteri Angelo Salizzoni, Luciano Radi, Mario Pedini, Roberto Palleschi, Mario Raffaelli e Carmelo Azzara’, il Sottosegretario di Stato per il Commercio Estero On.le Guido Bernado, il Presidente dell’Istituto per il Commercio Estero Luigi Deserti, il Senatore Tullia Carettoni, il Sindaco di Bologna Renato Zangheri, la Signora Mariapia Fanfani, il Generale Sergio Siracusa, il Segretario Generale del Chama Cha Mapinduzi (CCM) Horace Kolimba, i Ministri tanzani Gilman Rutihinda, Steven Kibona, Benjamin Mkapa, Abdulrahman Kinana, Al Noor Kassum, Philemon Sarungi, Nyalala Kiula, Anna Makinda, William Shija, Marcel Komanya, gli Ambasciatori Abbas Kleist Sykes, Paul Rupia, Crispin Mbapila, Daudi Ngelautwa Mwakawango e Suleiman Hemedi, il Professore T.L Malyamkono, Monsignore Luigi Mazzucato e Professore Anacleto Dal Lago, gli scrittori Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Roberto Pazzi e Andrea Bardi, il Professore Enrico Castelli, il Professore Donato Sartori, l’Architetto Paola Piizzi, l’antiquaria Simona Fraja, il poeta, musicista e compositore Enzo Samaritani e suo figlio Giovanni, le pianiste Carole Carniel e Nadia Fanzaga, i pittori Elie-Georges Berreby, Luc-Francois Granier, Flo Liebst, Lady Moon e il Professore Umberto Gori.

La ricorrenza del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia (17 marzo 2011) ha riunito un folto pubblico di connazionali e personaggi di spicco della società tanzana tra cui i figli del Padre della Patria Julius Nyerere, il Ministro della Giustizia On. Celina On. Kombani, il Ministro dell’Agricoltura On. Jumanne Abdallah Maghembe, il Ministro per gli Affari Sociali e la Condizione Femminile On. Sofia Mnyambi Simba.

Alla celebrazione della Festa Nazionale del 2 giugno 2011 hanno partecipato il Ministro degli Affari Interni On. Shamsi Vuai Nahoda, il Ministro per l’Informazione di Zanzibar On. Abdulahi Hassan, il Segretario Generale del Ministero della Salute di Zanzibar Dr, Mohammed Jiddawi.

Il Rapprentante del Ministro degli Esteri per le Emergenze Onle Margherita Boniver ha visitato la Residenza nella sua visita in Tanzania dal 4 al 5 marzo 2011. 

Il concerto di beneficienza del Quartetto Marco Castelli ha inaugurato l’evento del Festival Italiano che si è tenuto a Dar es Salaam dal 18 al 20 novembre 2011 con una consistente raccolta di fondi a favore dell’Associazione FALMI, gruppo missionario francescano presente nella zona di Kigoma con progetti nel settore educativo e sanitario. Un rappresentante del Ministro degli Esteri, il Direttore Generale della Direzione per la Cooperazione Multilaterale, la Signora Dora Msechu ha partecipato alla serata musicale.

Il Vice Ministro degli Esteri con delega alla Cooperazione Internazionale, On. Mario Giro, ha visitato la villa nella sua visita in Tanzania il 5 aprile 2016.

Ambasciatori Italiani in Tanzania

8 febbraio 1962 –  Luciano Falco
6 giugno 1966 –  Vittorio Zadotti
5 dicembre 1970  – Giangiorgio F.Trissino da Lodi
17 aprile 1974  – Lorenzo Tozzoli
18 aprile 1981 – Marco Guido Fortini
11 maggio 1985  – Fabrizio Rossi Longhi
19 maggio 1989  – Pasquale Antonio Baldocci
16 marzo 1993  – Torquato Alberto Cardilli
24 novembre 1997  – Alfredo Matacottta Cordella
3 gennaio 2001  – Marcello Griccioli
2 ottobre 2006  – Francesco Catania
20 novembre 2010 – Pierluigi Velardi
26 agosto 2013 – Luigi Scotto
22 giugno 2016 – Roberto Mengoni

29 marzo 2021 – Marco Lombardi